Anche i soci investitori di capitale non potranno partecipare a più di una società, così come i professionisti. La bozza di Decreto sulla regolamentazione delle società tra professionisti accoglie un’importante novità dopo che nei giorni scorsi sia gli architetti che gli ingegneri avevano espresso il loro disappunto su vari passaggi del testo attualmente in lavorazione.
Fra questi anche il punto in cui veniva lasciata piena libertà di partecipare a più di una società ai soci non professionisti che vogliono investire del capitale, cosa che invece non era consentita ai soci iscritti ad un Ordine. Ora le due figure vengono parificate, tanto che nell’articolo 6 del Decreto – che riguarda le incompatibilità dei partecipanti ad una società fra professionisti – non si fa più distinzione tra “socio professionista” e “socio per finalità di investimento”.
Tuttavia sono ancora molti i punti che raccolgono lo scetticismo delle categorie professionali, in primis gli architetti e gli ingegneri. Il Decreto, ad esempio, prevede l’iscrizione della società all’Ordine o al Collegio professionale prevalente rispetto all’attività svolta dalla società stessa, un criterio di difficile applicazione per società composte da professionisti con specializzazioni molto diverse. Il Cni propone a tal proposito di far iscrivere ciascuna società a tutti gli ordini a cui i professionisti partecipanti appartengono in modo che ogni tipologia professionale inserita all’interno di una società sia rappresentata e tutelata.