L’Imu si potrà pagare in due o tre rate a discrezione del contribuente. Il Senato approva in via definitiva il Decreto sulla semplificazione fiscale e con esso si chiariscono le modalità di pagamento dell’Imposta municipale unica: il saldo potrà avvenire con una prima rata a giugno e un’altra a dicembre, oppure con una rata a giugno, una a settembre e una a dicembre. Il pagamento a due rate prevede un primo versamento entro il 18 giugno del 50% dell’imposta calcolata sull’aliquota base al 4 per mille (ma varranno le detrazioni stabilite nei mesi scorsi) e il conguaglio a dicembre. Le tre rate comportano invece un versamento del 33% entro il 18 giugno, un altro 33% entro il 17 settembre e la terza rata a dicembre con conguaglio. Sulla rata di dicembre verranno applicati gli aumenti o le diminuzioni d’aliquota previste dai comuni, non prima. Quindi anche nei comuni dove l'Imu verrà diminuito la prima rata si pagherà secondo l'aliquota standard.
Ma il Decreto di semplificazione fiscale, votato con la fiducia dal Senato (228 favorevoli, 29 contrari), porterà anche altre modifiche riguardanti l’Imu. I fabbricati rurali nei territori montani saranno esentati dall’imposta, mentre per i fabbricati d’interesse storico-artistico e per gli immobili inagibili è prevista una riduzione del 50%. Cambiamenti anche per l’imposta di scopo, che qualcuno nei giorni scorsi ha chiamato Imu bis. Tale tributo continuerà ad esserci e si conformerà all’Imu, dal momento che fino ad oggi ha avuto la funzione di sostituire l’Ici su scelta dei singoli comuni e per finanziare specifiche opere pubbliche. Ora si attende la riforma del catasto per vedere l’effettivo peso che avrà l’Imu sulle tasche dei cittadini e delle imprese.
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