Il parere negativo delle Regioni e dell’Ue sembrano aver fatto parzialmente cambiare idea al Governo, che apporterà modifiche al Quinto conto energia. Dopo la conferenza Stato-Regioni in cui queste ultime avevano espresso forti perplessità sui testi riguardanti gli incentivi alle rinnovabili, l’Esecutivo ha iniziato a rivedere i decreti sul fotovoltaico e sulle rinnovabili non elettriche. Ma decisivo è stato anche l’apporto dell’Anci: i Ministri Clini e Passera avrebbero infatti accolto nella loro interezza le modifiche proposte dai comuni.
Riassumendo, il Governo dovrebbe quindi accettare tutte le richieste Anci ed alcune di quelle delle Regioni. Per quanto riguarda il Quinto conto energia i comuni hanno proposto modifiche sull’accesso diretto alle tariffe incentivanti per impianti realizzati in sostituzione di coperture in eternit fino a 1000 kW, per interventi che combinano la produzione di energia al risparmio energetico e per gli impianti di iniziativa pubblica fino a 30 kW. L’Anci ha poi suggerito di anticipare il passaggio dal vecchio al nuovo sistema di incentivi con un periodo di transitorietà che punti a salvare le iniziative e gli investimenti già avviati, soprattutto dagli stessi Enti pubblici in aree di degrado ambientale.
Invece per il decreto incentivi sulle rinnovabili elettriche i Comuni, oltre a suggerire un periodo di transitorietà molto simile a quello per il fotovoltaico, hanno chiesto di confermare le corsie preferenziali per gli interventi pubblici, in particolare per il recupero di calore con la cogenerazione, e di introduttore una serie di vincoli ambientali che regolino l’accesso ai meccanismi di premialità in base alla possibilità di riduzione delle emissioni di CO2. E per le biomasse la richiesta è di pianificare una strategia di valorizzazione delle risorse forestali a filiera corta per dare un impulso all’occupazione e alla prevenzione dei rischi idrogeologici legati al territorio.
Le Regioni chiedono invece che il Governo riveda le soglie del registro impianti e operi i tagli agli incentivi previsti dal Quinto conto in modo meno tranciante. Ma per il fotovoltaico le priorità sono anche l’inserimento di incentivi per la sostituzione dei tetti in eternit con pannelli solari e una valorizzazione della produzione made in Europe con un sistema di sostegni che favorisca i prodotti realizzati veramente in Europa da aziende europee. La palla ora passa al Governo: nei prossimi giorni sapremo se le promesse filtrate dopo la giornata di ieri dventeranno realtà.