Dopo le proteste, ecco le proposte. I nuovi decreti sugli incentivi alle rinnovabili continuano ad essere al centro dell’attenzione delle associazioni di categoria e degli ambientalisti. Così, dopo l’appuntamento di mercoledì mattina per manifestare contro le riformulazioni da parte del Governo del piano incentivi al fotovoltaico e alle rinnovabili elettriche, gli addetti ai lavori delle rinnovabili si sono ritrovati nel pomeriggio per il secondo incontro degli "Stati Generali delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica". Presenti anche i rappresentanti delle Regioni e i Ministeri di riferimento (Ambiente, Sviluppo economico e Politiche agricole), per un meeting da cui sono uscite una serie di proposte migliorative delle due bozze di decreto.
Dal Comitato IFI arriva la richiesta di tenere in vita il premio Made in Europe (5 centesimi di euro/kWh agli impianti fotovoltaici realizzati per l’80% con componenti europee) e di replicare l’incentivo anche per i pannelli che presentano componenti tecnologicamente innovativi: 10 centesi di euro al kWh se la produzione dell’impianto è riconducibile per l’80% all’Europa. «Basti pensare che i produttori italiani si sono dotati di una capacità produttiva di circa 1,5 GW e che dei circa 6 GW installati nel 2011, solamente 400 MW provengono da industrie Made in Italy – ha spiegato il Presidente Alessandro Cremonesi – Un dato impressionante se pensiamo che le aziende extra-europee hanno beneficiato degli incentivi messi a disposizione dal Governo italiano». Ma IFI chiede anche di evitare che gli impianti realizzati in ambito pubblico o su edifici industriali/commerciali si debbano iscrivere al registro dei fotovoltaici di potenza superiore ai 200 kWp qualora questi impianti autoconsumino per il funzionamento della propria attività l’energia prodotta.
Anie/Gifi, Assosolare e Asso Energie Future chiedono invece che il Quinto Conto Energia conservi i 7 miliardi di euro annuali previsti per gli incentivi dal Quarto Conto Energia come limite di spesa e anche l’aumento della soglia minima di potenza per l'accesso al registro del GSE. Più attento anche ai bisogno dei cittadini l’appello di Legambiente per bocca del Vicepresidente Zanchini: «Chiediamo all'esecutivo di avere coraggio nell'aiutare le famiglie e le imprese rispetto ai costi delle bollette, ad esempio premiando con sconti chi riduce i consumi e rendendo finalmente possibile la realizzazione di reti elettriche private per condomini e utenze distribuite e cancellando le tasse che incidono ingiustamente sulla cogenerazione e sulla vendita diretta di energia da rinnovabili». Ma proposte arrivano anche dal mondo delle rinnovabili elettriche non fotovoltaiche, come le biomasse e in particolare i biogas.
Dal CIB – Consorzio Italiano Biogas giunge invece un invito alla coesione «tra tutte le associazioni delle rinnovabili – come ha spiegato il Vicepresidente del Consorzio Angelo Baronchelli – per proporre alle Istituzioni un approccio equilibrato che valuti tutti gli aspetti del mondo delle energie sostenibili» Per questo, continua Baronchelli, «oltre a commentare il testo licenziato dai Ministeri sull’incentivazione elettrica dovremmo richiedere che vengano emanati anche i decreti sull'incentivazione all’energia termica ed al biometano, senza dimenticare l'importanza dell'efficienza energetica».