La maggior parte degli edifici italiani sono inefficienti dal punto di vista energetico, sono isolati male e non sono in grado di conservare il riscaldamento. Ieri, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, Legambiente ha presentato il dossier intitolato “Tutti in classe A” con le termografie di 200 immobili in 21 città: quelli realizzati davvero con i criteri della classe energetica A sono la minoranza, anche quando a progettarli sono rinomati architetti italiani come Fuksas e Gregotti.
L’analisi è una sorta di radiografia aggiornata del nostro patrimonio edilizio, che dimostra in modo allarmante come alcune case spacciate per “ecoefficienti” dai costruttori non corrispondano in realtà ai criteri del basso consumo energetico, comportando aumenti in bolletta fino a 2000 euro all’anno per ogni famiglia. Prevedibili invece i difetti di dispersione energetica degli edifici costruiti tra gli anni ‘50 e ‘90, con materiali scadenti e poca attenzione al risparmio energetico.
«La termografia è una sorta di radiografia a colori - spiega Legambiente - che consente di capire come sono costruiti gli edifici sotto il profilo dell'isolamento termico, e quindi di svelare la qualità o meno degli edifici in cui viviamo o lavoriamo». Ad essere promosse, nel dossier, sono le Province di Trento e Bolzano, il Piemonte e la Lombardia, che hanno anticipato il recepimento delle direttive europee e stabilito controlli e sanzioni per la certificazione. L’analisi di Legambiente ha riguardato edifici costruiti nel dopoguerra e altri più recenti, costruiti dopo che le direttive europee avevano già chiarito tutti i riferimenti in materia di risparmio energetico e isolamento per chi aveva la responsabilità di progettare e costruire.
«Su quasi tutti questi immobili - denuncia l'associazione - i problemi sono evidenti (dal Villaggio Olimpico di Torino, alla Giudecca a Venezia fino alla periferia di Bari, dal complesso Porta Nuova di Pescara o al quartiere Bufalotta a Roma, ad esempio) si ravvisano problemi di elementi disperdenti, con distribuzione delle temperature superficiali estremamente eterogenee, nonostante l’incidenza sul costo di costruzione in classe A rispetto a un edificio tradizionale varia dal 5 al 10%».
Nel dossier non mancano le proposte per superare questa situazione critica dell’edilizia: regole omogenee per la certificazione, controlli sugli edifici e sanzioni per chi non rispetta le regole; standard minimo obbligatorio di classe A, premi per le ristrutturazioni energetiche. «Vogliamo incalzare governo, regioni e comuni affinché accompagnino con regole chiare e controlli la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio – spiega Edoardo Zanchini, vice presidente di Legambiente – . Occorrono controlli veri e indipendenti sugli edifici, e si devono aumentare progressivamente le prestazioni energetiche e il contributo delle fonti rinnovabili».