
Tempi duri sotto il sole delle rinnovabili. Fra le misure inserite nella bozza provvisoria del
Dl Sviluppo una riguarda da vicino le aziende legate al mondo del
fotovoltaico. Si tratta di un
provvedimento perequativo finalizzato a ricalibrare gli incentivi sulla produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici
a seconda delle zone climatiche del territorio.
In pratica verrebbero aumentati gli incentivi in quelle regioni dove gli impianti usufruiscono di peggiore condizioni climatiche (al Nord) e diminuiti in quelle dove la temperatura media annuale è più alta (al Sud). In queste ultime
le tariffe incentivate verrebbero tagliate addirittura del 30-40%, continuando con quella tendenza “al ribasso” già presente nel Quarto Conto Energia.
Com’è prevedibile, l’idea di un simile intervento ha generato diversi pareri discordanti, anche all’interno della stessa maggioranza. Favorevoli la Lega e Confindustria, contrario invece il Segretario allo Sviluppo Economico con delega all’energia Stefano Saglia, secondo cui la perequazione incentiverebbe gli impianti meno efficienti.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche le associazioni di categoria
Assosolare,
APER e
GIFI che esprimono il loro disappunto in una nota: “Non è accettabile vedere messa ancora una volta in discussione la regolamentazione di un settore come il fotovoltaico, che occupa ormai un posto importante nel comparto energetico e nell’economia italiana”.
In effetti le lamentele delle categorie sono giustificate. Questo nuovo taglio agli incentivi arriverebbe infatti dopo il passaggio dal Terzo al Quarto Conto Energia, le strettoie del decreto Rinnovabili e la confusione degli ultimi giorni
tra paventati condoni e decreti attuativi che non arrivano e che stanno bloccando diversi comparti.