Per favorire l’accesso al credito, dovrebbe essere imposto alle banche l’accettazione a titolo delle procedure edilizie semplificate come il silenzio-assenso. E’ questa una delle misure proposte dagli architetti del CNAPPC per il rilancio del settore dell’edilizia, che, secondo recenti analisi, solo nel I semestre 2012 ha registrato un quinto di tutti i fallimenti che si sono verificati in Italia.
Per il Consiglio Nazionale degli Architetti le misure di semplificazione edilizia formalizzate dal Tavolo istituzionale composto da Governo, Regioni, Enti locali e dalle parti sociali ed attualmente in discussione, seppure siano «fondamentali per affrontare la crisi del settore» non bastano. Tra le proposte vi sono: l'ampliamento delle competenze dello sportello unico per l'edilizia al fine di velocizzare le procedure amministrative e ridurre gli oneri a carico dei privati; l'acquisizione d'ufficio dei documenti già in possesso della pubblica amministrazione, in modo da ridurre gli oneri amministrativi a carico dei privati; l'eliminazione del limite della sagoma nelle ristrutturazioni edilizie svolte mediante demolizione e ricostruzione; la modifica di alcune procedure del "silenzio-assenso" per i permessi di costruire.
«Per attuare e rendere efficaci queste misure – spiega in una nota il CNAPPC - c’è però bisogno di superare una situazione altrettanto grave rappresentata dalla difficoltà, o meglio dell’impossibilità per professionisti e imprese, di accedere al credito. Per la concessione dei finanziamenti dovrebbe essere imposto agli istituti bancari l’accettazione - a far titolo - delle procedura semplificate come il silenzio assenso».
Infine, gli architetti esprimono perplessità sulle proposte che riguardano le limitazioni alla modifica della "sagoma" nelle ristrutturazioni edilizie: «queste ultime, giustificabili per edifici di particolare valore, ma prive di significato per l'edilizia senza alcuna qualità, impediscono, di fatto, non solo la sostituzione edilizia, ma anche vere e proprie ristrutturazioni capaci di ridisegnare gli edifici per abbatterne i consumi e innovarli radicalmente soprattutto dal punto di vista della sicurezza». A tal riguardo il CNAPPC suggerisce di seguire le dichiarazioni del Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, che ha proposto «un ampio progetto di manutenzione immobiliare dell'Italia, di cura del territorio, una terapia contro il dissesto idrogeologico», suggerendo di dare «gli incentivi giusti, soprattutto a chi ha cura della messa in sicurezza dell'ambiente e della sua estetica».